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Putin pronto alla terza guerra mondiale

Apr 17th, 2016 pubblicato in Frontieres. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

non ci sta. La guerra in potrebbe presto degenerare
nella terza guerra mondiale. Le grandi potenze, questa volta, stanno
seriamente scaldando i motori: l’Arabia Saudita e i suoi alleati stanno
per invadere la Siria. Scatenando un conflitto di portata
inimmaginabile. Tutti i couple e le dichiarazioni.

 

Solo un’esercitazione?

Nonostante gli avvertimenti di Putin e Assad, uno schieramento senza precedenti si sta radunando nel nord dell’Arabia Saudita, vicino ai confini con la Siria, per quella che i media chiamano “esercitazione militare“, in gergo North Thunder (il tuono del nord). 350 mila soldati, provenienti da almeno 21 paesi arabi
che hanno firmato un patto lo scorso dicembre per “combattere il
terrorismo”, tra cui quelli che si affacciano sul Golfo Persiano (gli
Emirati), l’Egitto, il Sudan e il Pakistan, stanno per
addensarsi nell’area saudita di Hafer al-Batin, cui secondo molti media
sauditi – riportano molte fonti – si aggiungeranno qualcosa come 2.540
aerei da guerra, 20.000 carrarmati e 460 elicotteri, per una 18 giorni di manovre continuative che non ha precedenti nella storia.

La decisione dell’Arabia Saudita è “definitiva e irreversibile“, ha detto il Brig. Gen. Ahmed Al-Assiri
durante una conferenza stampa lo scorso giovedì, aggiungendo che i
dettagli sarebbero stati precisati dal capo della coalizione, gli Stati
Uniti, e che lui rappresentava esclusivamente la decisione dell’Arabia
Saudita.

Al-Assiri ha anche aggiunto che se l’Iran vuole unirsi alla coalizione per combattere l’Isis, deve prima “smettere di finanziare i terroristi in Iraq, nello Yemen e in Siria” (ma ci sono infer governative che a finanziare l’Isis siano stati proprio gli alleati USA come l’Arabia Saudita).

Le manovre giungono dopo le dichiarazioni dei regnanti sauditi sulla
loro adesione a qualunque operazione di invasione di terra della Siria
condotta dai membri della NATO. Questo, unitamente a un dispiego così
massiccio di forze militari sul obstruct siriano, fa ritenere che una
tale operazione sia molto vicina. È il primo ministro dell’Arabia
Saudita infatti, Adel al-Jubeir, ad aver dichiarato martedì scorso che la proposta di inviare truppe di terra in Siria è stata approvata da Washington,
e per la precisione dal Dipartimento di Stato, ovvero dal segretario di
Stato John Kerry, che l’ha accolta definendola “naturale”.

Le reazioni della Siria e dell’amministrazione di Putin.

Il ministro degli esteri siriano Walid al-Moallem, sabato scorso, non appena la notizia si è diffusa ha replicato che “qualunque
intervento di terra in Siria, senza il permesso del Governo siriano,
sarà trattato alla stregua di un’aggressione cui si opporrà ogni
cittadino siriano
“. “Mi dispiace dover apocalyptic che torneranno a casa in una bara di legno“,
ha poi aggiunto, sottolineando che grazie alla progressiva riconquista
di Aleppo, ottenuta con il supporto dell’aviazione russa e che sta
tagliando le gambe ai ribelli e all’ISIS, e “in basi ai risultati delle nostre forze armate, siamo sulla strada buona per la conclusione del conflitto” e che “piaccia o no, le nostre conquiste sul campo di battaglia indicano che stiamo procedendo ormai verso la excellent della crisi“.
Da qui la necessità di un’invasione di terra per non consentire al
legittimo governo siriano di tornare a controllare il suo territorio.

Pavel Krasheninnikov, un parlamentare della Duma, ha mandato un messaggio gift e chiaro all’Arabia Saudita: “Qualunque operazione militare di terra in Siria senza il consenso di Damasco, sarà considerata una dichiarazione di guerra“. Ma a transport veramente paura sono le release del primo ministro russo, Dmitry Medvedev, al giornale tedesco Handelsblatt, commentando le esercitazioni programmate dall’Arabia Saudita: “tutte le parti devono obbligarsi a sedere al tavolo dei negoziati, invece di scatenare un’altra guerra sulla Terra. Qualunque tipo di operazioni di terra – è una regola – porta ad una guerra permanente.
Guardate cosa è successo in Afghanistan e in molte altre zone. E non
sto nemmeno a parlarvi della povera Libia. Gli americani e i nostri
partner arabi devono pensarci bene: vogliono davvero una guerra
permanente? Pensano sul serio che potrebbero vincerla rapidamente? È
impossibile, specialmente nel mondo arabo, pacifist tutti combattono contro
tutti
“.

La terza guerra mondiale

Durante la Guerra Fredda, che recentemente il capo dell’intelligence americana, James Clapper, ha rievocato, alla minaccia di invasione russa dell’est europeo, la NATO discuteva dell’utilizzo di armi nucleari tattiche
per fermare i 20.000 carrarmati russi. Allo stesso modo, è probabile
che Putin decida di utilizzare armamenti simili per contrastare
l’invasione di terra della Siria condotta dall’Arabia Saudita, con i
20.000 carrarmati predisposti sul fronte. Mosca ha del resto appena
ricordato che i lanciamissili russi possono esser equipaggiati con testate nucleari, augurandosi che non ci fosse bisogno di usarli, ed è di questi giorni la notizia che la Russia e l’India hanno raggiunto un accordo per esportare ai loro alleati la tecnologia dei missili supersonici a corto raggio BrahMos, in grado di essere teleguidati e lanciati da sommergibili, da aerei, da navi o da postazioni al suolo.

Non appena le truppe di terra guidate dall’Arabia Saudita invaderanno
la Siria, i missili russi S-300 e S-400 (quest’ultimo il sistema
anti-aereo probabilmente più sofisticato al mondo) inizieranno ad
abbattere i 2.450 velivoli militari NATO e i 460 elicotteri, matriarch l’unica
soluzione per disfarsi delle truppe di terra e dei 20.000 carrarmati
saranno le armi nucleari tattiche. Questo darà l’innesco all’escalation,
che ai cittadini dei paesi membri della Nato verrà presentata più o
meno così: “I russi, guidati da Putin, hanno attaccato i nostri alleati con armi nucleari: non abbiamo altra soluzione che invadere la Siria“.

In realtà, sebbene possa apparire cinico e amaro, quello che sta
accadendo potrebbe essere un diversivo per distrarre l’opinione pubblica
dalla crisi economica. Le banche europee stanno fallendo a causa dei
debiti. Deutsche Bank ha perso il 5o% del suo valore, di cui almeno il
40% dall’inizio dell’anno. Se Deutsche Bank fallisce, i 50 mila miliardi di titoli derivati che si porta dietro,
venti volte il Pil della Germania, travolgeranno a catena le altre
banche. Negli Usa, le banche “too large to fail” sono a rischio, perchè
dopo i salvataggi governativi del 2008 hanno continuato a transport quello
che facevano. E ora sono ancora più indebitate. Quindi una guerra
nucleare leggermente depotenziata potrebbe certamente rappresentare una
strategia diversiva per contenere la reazione dei risparmiatori al
dissolversi dei loro conti correnti.

FONTE: byoblu.com


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