Più sottile, nuovo design Steve Jobs svela l’iPhone 4

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Presentato al Moscone Center di San Francisco: è proprio quello perso da un dipendente in un pub. Video ad alta definizione, più veloce e con 100 funzioni in più. E il nuovo sistema operativo, che ora si chiama iOS4 di ERNESTO ASSANTE

Più sottile, nuovo design Steve Jobs svela l'iPhone 4

STEVE Jobs lo aveva detto qualche giorno fa,
parlando alla conferenza “All things digital”: “Siamo entrati
nell’era del post-computer”. E guardando questo nuovo iPhone 4 non
c’è dubbio che i passi avanti fatti soltanto in tre anni, da quando
il primo iPhone è arrivato sulle scene, sono impressionanti. Se era
già vero che l’iPhone nella sua vecchia versione era più un
computer da tasca che un telefono, questo è ancora più vero per la
nuova macchina, presentata da Steve Jobs a San Francisco.

La funzione telefonica non viene nemmeno nominata, tanto è ovvia,
vecchia, arretrata, secondaria, rispetto a quanto il piccolo,
sottilissimo post-pc da tasca offre. Vedere e girare film, leggere
libri e giornali, scrivere e editare testi, fare e modificare
fotografie, giocare, ascoltare la radio, vedere la tv e molto altro
ancora. Il nuovo iPhone è sottilissimo, anzi, con i 9.3mm è il più
sottile smartphone al mondo, il 24% in meno dell’iPhone 3GS del
24%. la novità fondamentale è che è dotato di una nuova fotocamera
frontale (5 megapixel) mentre quella posteriore è dotata di flash
LED; c’è poi un secondo microfono, ogni pezzo che compone la
cornice è un antenna, per GPS, bluetooth, Wi-Fi, UMTS e GPRS. Il
tutto per lanciare la sfida alle macchine fotografiche portatili,
ed eliminare dalle nostre tasche un’altra macchina. Non solo le
foto hanno una risoluzione migliore, ma immagini e video si
vedranno anche molto meglio sul nuovo, retinal display, con una
risoluzione di 326pp1, un numero di pixel quadruplicato rispetto
alla versione precedente. E poi il nuovo iPhone gira video in alta
definizione e permette di editare i video direttamente sulla
macchina con iMovie.

E’ sostanzialmente la macchina che avevamo visto su Gizmodo, e che
aveva scatenato le ire di Jobs per la fuga di notizie. I prezzi
sono bassi, 199 dollari per il modello da 16gb, 299 per quella da
32, mentre il “vecchio” 3GS scende a 99 dollari, il che dovrebbe
riflettersi anche sui prezzi italiani. La nuova macchina esce negli
Usa il 24 giugno, in Italia arriverà a luglio. Non tutte le
funzioni del nuovo sistema operativo saranno utilizzabili sulle
vecchie macchine, iPod Touch compreso, ma l’aggiornamento al nuovo
OS avverrà gratuitamente il prossimo 21 giugno.

Insomma: è difficile resistere ad una macchina che non solo punta
ad innovare, ma che sa anche saggiamente copiare le soluzioni che
altri hanno già offerto, come macchine fotografiche migliori,
l’unified messaging, le videochiamate, il multitasking, cose che
magari oggi ci sembrano superflue (“basta che il mio telefono
faccia e riceva telefonate”, si diceva un tempo) e che invece tra
breve ci sembreranno talmente usuali e normali da renderle
insostituibili.

Sarà probabilmente così per le videochiamate, che sono in
circolazione ormai da tantissimi anni e non hanno riscosso mai un
particolare successo? Jobs scommette anche su questo, pensa di
poter rendere “mainstream” la videochiamata, considerata a
tutt’oggi superflua dalla maggioranza degli esseri umani. Ma Jobs
ci scommette, anche se per ora è solo wi-fi e non funziona con la
rete cellulare, cita Star Trek e parla della videochat come se
l’iPhone la proponesse al mondo per la prima volta, e offre il suo
FaceTime come standard aperto per l’industria. E chissà che non
abbia ragione lui.

L’era del post-computer è questa, l’era di macchine sempre più
semplici e performanti, portabili e leggere, in grado di svolgere
molteplici funzioni ma, soprattutto, di collegarsi costantemente
alla rete, dalla quale possono prendere dati di ogni genere, senza
usare più alcun supporto esterno. Macchine multimediali, che
svolgono molte funzioni senza averne una primaria (la scomparsa
della tastiera esterna è il messaggio), macchine che si adattano
alle necessità di chi le usa, e che stanno sempre con noi, in
tasca, nella borsa, svolgendo funzioni che prima erano
assolutamente inimmaginabili.

Inutile resistere, sarebbe come voler continuare ad usare la
macchina da scrivere al posto del word-processor, legittimo ma
indubbiamente più lento, complesso, faticoso, a dir poco, o
guardare la tv in bianco e nero su un enorme Trinitron. Jobs ci sta
accompagnando, un passo alla volta, verso questo futuro, e siamo
solo alla porta d’ingresso, all’inizio di un nuovo viaggio, che
potrebbe essere ancora più interessante di quello che abbiamo fatto
fino ad oggi, dall’arrivo dei personal computer nelle nostre
vite.

Internet, immagini, libri, fotografie, film, applicazioni per
lavorare, studiare, divertirsi e giocare. E per guadagnare.
L’arrivo di iAds, la piattaforma per integrare la pubblicità nelle
applicazioni, in modo che chi le sviluppa possa guadagnare non solo
dalla vendita delle applicazioni stesse ma anche della pubblicità.
E’ la svolta più importante: se è vero che nell’era del
post-computer porteremo con noi delle macchine che sostituiranno
televisione e giornali, è ovvio che la pubblicità che viene oggi
veicolata attraverso questi mezzi deve trovare un modo per arrivare
sugli smartphone. Ed ecco iAds, con l’idea di fondo che i nuovi
media, come l’iPhone e l’iPad, saranno prima o poi i mainstream
media dei prossimi anni, affiancheranno la tv, il cinema, la radio
nel menù del nostro intrattenimento.

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