Pechino ha rinnovato la licenza a Google affinché possa continuare ad operare sul mercato Internet cinese. A darne notizia, il 28 giugno, è stato, con uno scarno comunicato, David Drummond, vice presidente senior e capo dell’ufficio legale di Google, direttamente sul blog ufficiale del’azienda Usa. La decisione del governo cinese giunge – due giorni prima che scadesse la licenza ufficiale – dopo aver ricevuto una rassicurazione dal colosso di di Mountain View: il reindirizzamento degli utenti verso il portale di Hong Kong Google.com.hk), deciso a marzo per aggirare la censura imposta da Pechino, sarà sospeso.
Era questa infatti una delle condizioni poste dal governo cinese. Da marzo, digitando www.google.cn, si veniva automaticamente rimandati al sito (senza censure né fltri) di Hong Kong, www.google.com.hk. «Se continueremo a trasferire gli utenti, la nostra licenza ICP (Internet content provider) non sarà rinnovata» aveva spiegato lo stesso Drummond nel comunicato. Alla base del dietrofront di Google c’è una considerazione: siccome il mercato cinese è strategico, non tanto ora, ma per il futuro, Google non poteva non riallacciare il rapporto con le autorità cinesi, anche a costo di qualche concessione. Un portavoce della società ha dichiarato a Reuters: «Siamo molto lieti che il Governo abbia rinnovato la nostra licenza». Resta ora in sospeso una domanda: è davvero finita la guerra tra Google e Pechino o è solo un altro capitolo di una battaglia politica, commerciale e di carte bollate iniziata a marzo?









