Ogm: Europa verso il “liberi tutti”

Un carico di patate Ogm Amflora (Credit: AP)

Un carico di patate Ogm Amflora (Credit: AP)

Lo aveva promesso all’indomani della fine della moratoria per nuove colture Ogm in Europa. Una volta autorizzata nel marzo scorso la produzione della contestatissima patata transgenica Amflora, della multinazionale Basf, il commissario europeo alla Salute John Dalli aveva ammonito che quello era solo l’inizio: “entro l’estate sarà pronta la proposta della Commissione europea per lasciare agli Stati membri la scelta di coltivare o no degli Ogm”.


Si compie martedì 13 luglio il passo decisivo verso quella deregulation voluta dal presidente della Commissione Barroso. Verrà infatti presentata da Dalli alla Commissione, l’organo di governo dell’Unione Europea, la proposta per la liberalizzazione degli Ogm. Se passerà, i governi degli Stati membri saranno liberi di scegliere se coltivare o meno sul proprio territorio le colture Ogm attualmente autorizzate.

A decidere su questo tema è la Commissione perché in oltre dieci anni di acceso dibattito, il Consiglio dell’Unione non è mai riuscito a riunire una maggioranza certa, né a favore né contraria, sul tema dell’autorizzazione alla produzione di Ogm. La proposta di Dalli è comunque destinata a dare un nuovo ordinamento complessivo alla materia. Oltre a permettere agli Stati membri di decidere se coltivare o meno gli Ogm, potrebbe infatti contenere nuove regole per facilitare la coesistenza tra produzioni convenzionali, biologiche e Ogm, che passerebbe di competenza dal commissario per l’Agricoltura a quello della Salute, cioè lo stesso Dalli.

Il dibattito a livello europeo si annuncia impegnativo. Parigi non ha nascosto la sua contrarietà all’approccio scelto da Bruxelles, chiedendo condizioni di autorizzazione più severe. Il ministro per le Politiche agricole Giancarlo Galan, non si è ancora pronunciato ma, in linea generale, in materia di Ogm ha tenuto a precisare nei giorni scorsi: “Incoraggerò la ricerca e la sperimentazione anche in questo campo. Non permetterò che l’Italia si ritrovi a pagare gap difficilmente recuperabili in un terreno strategico come la conoscenza”. Una posizione molto più possibilista rispetto a quella del suo predecessore, Luca Zaia, che sul caso della patata Amflora pochi mesi fa si era schierato decisamente contro la decisione della Commissione di ammetterne la produzione.

Il caso di Amflora aveva suscitato un vespaio di polemiche e risvegliato i timori degli ambientalisti e non solo. Nonostante la patata fosse coltivata per usi esclusivamente industriali (per il suo maggiore contenuto di amido), la presenza di un gene marker che conferisce resistenza agli antibiotici ne rendeva la produzione di fatto incompatibile con quanto previsto dalla Direttiva 2001/18/CE, che mette al bando proprio gli Ogm resistenti agli antibiotici.

Le colture Ogm attualmente autorizzate in Europa sono 33 e si tratta di vari tipi di cotone, mais, soia, oltre naturalmente alla patata della Basf. Tra i produttori spicca la multinazionale Monsanto, proprietaria della maggioranza dei prodotti presenti nel registro europeo, seguita da Bayer e Sygenta.

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