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Milano, bici leggera e facile ma pedalate lente: la prova su strada del bike sharing libero

Set 6th, 2017 pubblicato in Ecologia e Ambiente. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Da tre giorni è attivo Mobike, servizio di bici in condivisione che consente di lasciare le biciclette nelle normali rastrelliere o a bordo strada, se non si intralciano automobilisti e pedoni. Abbiamo testato il nuovo sistema, offerto da una società cinese in collaborazione con il Comune. Il processo – dall’individuazione della bici al pagamento – si governa con un’applicazione gestita tramite cellulare.
 

– L’APPLICAZIONE
Mobike, disponibile per tutti i sistemi operativi mobile, è semplice da scaricare e attivare. Basta fornire gli estremi della carta di credito e il numero di telefono, e dichiarare se si hanno più o meno di 16 anni. L’interfaccia grafica è simile a quelle dei servizi di car sharing di Enjoy e Car2Go. Sulla mappa viene visualizzata la propria posizione, e tante bandierine quante sono le bici disponibili. Per ciascuna viene indicata la distanza e il tempo necessario per raggiungerla a piedi. Con un clic è possibile prenotare il mezzo che si preferisce, non per forza il più vicino. Oppure, senza prenotazione, si può attivare il noleggio una volta raggiunta la bici.
 



– L’ATTIVAZIONE
Raggiunta la bici, basta fotografare con il cellulare il codice QR (Quick Response Code ) stampato sul manubrio. Riconosciuto il codice, il lucchetto che blocca la ruota posteriore si apre automaticamente e il noleggio comincia. Tutto è fluido e rapido.

– IN SELLA
La bici ha un bel design, un peso contenuto, una trasmissione solida. Fra i pregi, anche la frenata sicura, la sella morbida, le manopole ergonomiche. A differenza delle bici Bikemi (quelle gialle che da anni girano per la città), non ha marce di velocità. Il rapporto è unico e leggero. Quindi, facile ma piuttosto lento. Più adatto alle corsie ciclabili che alla strada. Fanno difetto la stabilità, forse a causa delle ruote piene, la mancanza di un elastico “antifurto” per le borse nel cestino, e l’altezza della sella insufficiente. La regolazione è pratica, ma alla massima estensione chi è alto più di un metro e 70 pedala con le gambe contratte e la schiena piegata, anche per la poca distanza fra sella e manopole.

– IL RILASCIO
La vera comodità di Mobike è potere lasciare la bici in tutte le rastrelliere e gli stalli. Un difetto quasi incredibile riguarda però il fatto che nei moderni stalli “alto e basso” – che alternano un posto ad altezza terra e uno rialzato – sono accessibili solo le posizioni alte, visto che in basso l’ingombro del cestino impedisce alla ruota di entrare nella guida. Se all’inizio del noleggio la ruota si sblocca da sola, alla fine l’archetto che intralcia i raggi va chiuso a mano. Nella nostra prova abbiamo trovato un archetto guasto: il cursore in plastica non era fissato alla base. Degna di nota e divertente è la schermata di riepilogo, che mostra sul telefono il tempo del noleggio concluso, lo spazio percorso, le calorie bruciate, l’emissione di Co2 evitata.

– LE RASTRELLIERE
Oggi le rastrelliere in città sono 670 per 8.300 posti. Il Comune ha in programma di garantire un altro migliaio di nuovi “posti bici” entro l’anno, di cui 400 riservati alle biciclette in condivisione, da Corvetto a Garibaldi, da Bisceglie a Loreto, fino a Crescenzago e Maciachini. Ma non è obbligatorio lasciare le bici nelle rastrelliere. Il Comune ha infatti comunicato che è possibile posteggiare “lungo i bordi delle strade laddove non ci sia sosta riservata o divieto”. E in ogni caso “in modo da non ostacolare il traffico di veicoli e pedoni”.

– IL PAGAMENTO
Pagare è facile. Con un clic si possono acquistare “tessere” virtuali da 5 euro o più, caricate sul proprio profilo utente. Gli importi vengono scalati dalla carta di credito e poi progressivamente spesi a ogni utilizzo. Il prezzo del noleggio è di 30 centesimi a corsa.

– IL FUTURO
Entro la fine dell’anno le bici a noleggio a “flusso libero” saranno 12mila in città. Oltre a Mobike, che ne avrà 8mila, sarà operativa da fine mese Ofo, che arriverà a 4mila. Per Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità, “lo sviluppo del bike sharing contribuirà a diminuire ancora quel 30% dei milanesi e il 58% di chi viene da fuori città che utilizzano l’auto privata. Si ridurrà il traffico e avremo un’aria

più pulita”.

– I RISCHI
Sono due gli aspetti problematici del sistema di condivisione a flusso libero. Contro i furti, ogni bici è protetta da un localizzatore Gps. E c’è la possibilità che i mezzi vengano lasciati ovunque, con fastidio per auto e pedoni. Per questo, Mobike ha annunciato un meccanismo premiale a punti, con sconti per i più diligenti e penalizzazioni per chi posteggia fuori dagli spazi consentiti.

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