L’hotel che salva la spiaggia è fatto di spazzatura

Save the beach

Save the beach

Sulle coste italiane sventolano centinaia di bandiere blu, ma chiunque frequenti le spiagge sa che per ogni vessillo che segnala acqua pulita e servizi efficienti ci sono chilometri di litorale assai meno impeccabili e in alcuni casi lasciati al più totale abbandono, cosparsi di rifiuti. E proprio di rifiuti è fatto un hotel più unico che raro che sta per aprire per soli tre giorni i battenti a Roma.

Lo ha realizzato per conto di Birra Corona Extra l’artista tedesco HA Schult, che ha usato come materiali da costruzione i rifiuti raccolti in diverse spiagge d’Europa. Schult lavora con i rifiuti dalla fine degli anni Sessanta e li trasforma in opere d’arte di grande impatto. Esposta a Roma dal 3 al 6 giugno, la singolare installazione fa parte del progetto Corona Save the Beach, che promuove la salvaguardia e il recupero delle spiagge.

Il Save the Beach Hotel è una costruzione su due piani che potrà ospitare fino  a 10 persone per notte. Chi parteciperà all’iniziativa, intervenendo sul sito e sulla fan page di Facebook, avrà l’occasione di segnalare le spiagge più degradate, che hanno proprio bisogno di essere salvate. La spiaggia più segnalata e votata verrà adottata e ripulita da Corona Extra. L’anno scorso, nel luglio 2009, è toccato alla spiaggia di Capocotta, vicino a Roma.

Coloro che inviano le loro segnalazioni avranno la possibilità di vincere un soggiorno di una notte in un hotel davvero unico al mondo. Collabora con Corona a questo progetto, che si prefigge lo scopo di recuperare una spiaggia ogni anno, proprio la Foundation for Environmental Education (FEE), che assegna le bandiere blu d’Europa alle spiagge e ai porticcioli turistici maggiormente meritevoli.

In un video in inglese l’artista HA Schult spiega il senso del progetto

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