I nuovi iPod shuffle (Credits: Apple)
Malgrado iPhone e iPad l’abbiano in un certo senso fatta da padroni per quanto riguarda le ultime cronache di Apple, iPod rimane uno dei cardini più importanti dell’azienda.
L’ecosistema musicale di Apple – che il prossimo anno taglierà il traguardo dei 10 anni con l’anniversario della nascita di iPod – ha subito molte evoluzioni nel tempo.
Facciamo qualche considerazione sulle ultime novità.
iPod touch
Tende ad allinearsi con iPhone 4, eliminando il modello d’ingresso che nel precedente catalogo possedeva caratteristiche tecniche più modeste rispetto ai modelli maggiori.
iPod nano
Via la ghiera, si passa al touchscreen. Probabilmente si tratta dell’iPod più interessante della linea, cambiando radicalmente nell’estetica e nella gestione dei comandi.
iPod shuffle
Dietrofront. Forse il design minimale della precedente versione era troppo anonimo o serioso, forse la privazione dei comandi sul dispositivo non era stata la scelta più felice.
iPod classic
Invariato. È il modello più vicino alla linea originaria di iPod, che mirava a contenere quanta più musica possibile. È il modello più capiente.
iPod shuffle e iPod classic sono agli estremi in termine di capacità disco, e mantengono la ghiera. Lo shuffle è l’“iPod cheap”, il classic è per chi vuole trasportare l’intera discografia personale.
iPod nano è di fascia sufficientemente “bassa” da accaparrarsi il consenso medio, vantando un certo grado di innovazione. Si direbbe il modello più sperimentale e probabilmente uno dei più redditizi.
iTunes 10 e Ping
Il software che racchiude il digital life nella prospettiva di Apple apre al concetto “sociale”. È corretto chiamare il neonato Ping “social network”? Somiglia più a uno strumento di marketing.
Apple non sembra interessata al lato “social”, infatti non si nota alcuna apertura a strumenti esterni già esistenti e molto popolari (e popolati). Al momento Ping sembra un modo piuttosto furbo di spostare i fan degli artisti dai social network di terzi all’interno di iTunes, sfruttando gli artisti stessi che possono agire direttamente sulla propria pagina comunicando con i fan. La promozione del materiale musicale è indirizzata all’acquisto su iTunes.
L’intero ecosistema di Ping gira esclusivamente intorno alla musica commercializzata nello Store, intesa come singole tracce, album e videoclip; non è infatti possibile agire su altri oggetti come i podcast gratuiti, i libri o le applicazioni, tanto meno mirare a risorse esterne.
Ping non parla agli heavy user del web, ma agli ex fan di Myspace e ai fan attuali di Facebook.
Parte con una buona spinta: diversi artisti di alto calibro già attivi, che potrebbero far passare in secondo piano le mancanze e i difetti di questa prima release, sul breve periodo.








