Il nuovo iPhone? Speriamo che duri

Il nuovo iPhone (a sinistra) confrontato con l'attuale 3GS (Credits: Gizmodo)

Il nuovo iPhone (a sinistra) confrontato con l'attuale 3GS (Credits: Gizmodo)

Per cosa verrà ricordato il nuovo iPhone che fra qualche ora verrà svelato al Wwdc? Per il nuovo schermo? La nuova fotocamera? La chat video? Il multitasking? In realtà molti utenti si accontenterebbero di qualcosa di molto più banale: una batteria degna di uno smartphone nato nel 2010.

D’accordo un po’ di effetti speciali non guastano mai, e poi gli utenti Apple amano essere sorpresi dalle coccole di Jobs e compagni. Ma ora serve (anche) un po’ di concretezza.

La speranza, allora, è che a Cupertino abbiano affrontato di petto il problema dell’autonomia della batteria, questione che affligge buona parte degli utenti degli assetatissimi smartphone di ultima generazione, ma che per gli iPhoner è praticamente un incubo. Con una carica completa, sia l’iPhone 3G e 3GS non riescono a completare la giornata, neanche con un uso moderato.

Il gap con la concorrenza è piuttosto evidente se pensiamo che il Blackberry Bold arriva a sfiorare i 3 giorni di piena operatività e che anche i terminali Android (quelli più vicini per prestazioni all’iPhone) superano quantomeno la giornata. Così, si può ragionevolmente affermare che è proprio su questo fronte che Apple si giocherà la fiducia del suo pubblico, soprattutto di quello business (che ad oggi rappresenta il 40% dell’utenza iPhone).

Personalmente sono ottimista, e non tanto per quello che ho potuto vedere dalle foto rubate da Gizmodo (una batteria più grande del 15% potrebbe non essere sufficiente se, come pare, il nuovo iPhone avrà sulle spalle un bagaglio più pesante di risorse hardware). A tranquillizzarmi è più che altro l’uscita dell’iPad, dispositivo che con le sue 10 ore di autonomia ha dimostrato che anche ad Apple sta a cuore il problema energetico.

Certo, obietteranno i più attenti, l’iPad può contare su due batterie che da sole sono più grande del’iPhone. Verissimo, ma al di là delle dimensioni è confortante sapere che – grazie al nuovo processore A4 – Apple ha saputo ottimizzare il rapporto fra prestazioni e consumi.

Che lo stesso processore venga utilizzato o meno sul nuovo iPhone a questo punto poco importa, la strada ormai è segnata.

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