IL CASO
Negli Usa il primo esame è dedicato agli elettrodomestici, ma ci sono altri pericoli non hi-tech che provocano asma e allergie. Vera panacea, il ricambio d’aria. Il “biologo domestico” diventa indispensabile dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

NEW YORK - Oliver Stone e Gwyneth Paltrow si sono
già fatti “purificare” le abitazioni così, ma non c’è bisogno di
essere Vip per ingaggiare il nuovo guru del nostro benessere. Si
parte da 375 dollari per una prima visita dello “home biology
consultant”, il biologo della casa. Un esperto che può diventare
indispensabile come il medico di famiglia. Il protettore della
salute contro le aggressioni invisibili che subiamo fra le pareti
di un appartamento: esalazioni chimiche, onde elettromagnetiche e
altri veleni nascosti nell’acqua del rubinetto, nella dispensa, nei
detersivi e nei cosmetici. A Manhattan basta andare sul sito
healthydwellings. com (“casesane. com”) e fissare l’appuntamento
con Matthew Waltezke. 35 anni, triatleta, salutista convinto,
Waltezke ha studiato in Florida all’Institute for Bau-Biologie
& Ecology, che attinge a esperimenti-pilota nati in Germania.
Waltezke si presenta a casa vostra con un arsenale che ricorda
“Ghostbusters”, i cacciatori di fantasmi armati di misteriori
ordigni elettronici. Ma gli spettri a cui dà la caccia sono reali.
Usa un misuratore multidirezionale di frequenze radio, un
gasometro, una sorta di compasso elettronico per il magnetismo, un
rilevatore di umidità.
“Contrariamente al senso comune - spiega il biologo - anche in
una megalopoli immersa nello smog come New York l’inquinamento per
le strade è inferiore del 50% a quello che respirate fra le mura di
casa”. Proprio dove ci crediamo più al sicuro, siamo accerchiati.
“Slow Death by Rubber Duck”, ovvero la morte lenta attraverso la
papera di plastica, è il titolo ironico di uno studio pubblicato da
due scienziati ambientali canadesi. Sottotitolo: “Il pericolo
nascosto negli oggetti quotidiani”. Dal forno a micro-onde allo
schermo tv ultrapiatto, dal detersivo per i pavimenti alla doccia:
tutto sembra programmato per ucciderci. Il primo esame del biologo
è dedicato agli elettrodomestici. Perfino il frigo emette
radiazioni. Le sue per fortuna si attenuano appena ci si allontana
di 30 centimetri. Il micro-onde invece continua a bombardarci a due
metri e mezzo di distanza. Waltezke addiziona le radiazioni di
telefonino e cordless, impianto hi-fi, computer, perfino gli
interruttori della luce che oggi vanno più di moda, quelli con la
regolazione dell’intensità luminosa.
“Tra l’elettronica di casa, quella dell’automobile, i ripetitori
sui tetti dei grattacieli - spiega un altro esperto di
bio-edilizia, Louis Seslin - la specie umana è la cavia di un
gigantesco esperimento biologico a base di tempeste elettriche”.
Altri nemici sono meno hi-tech. Il misuratore delle muffe rivela
questa piaga nascosta dentro le pareti, soprattutto in vicinanza di
bagni e cucine: la percentuale di persone affette da allergie, asma
e altri disturbi respiratori legati alle muffe cresce in modo
esponenziale. E l’acqua che beviamo? Gli ambientalisti contestano
la manìa delle acque minerali, che intasa il pianeta di bottiglie
di plastica e aumenta le emissioni di CO2 (per il trasporto). Ma la
celebrata “acqua del sindaco” che esce dal rubinetto non è così
pura come vorremmo. Qui a New York contiene fluoro, cloro, perfino
tracce di arsenico. Il biologo della casa Waletzke svuota il
mobiletto del bagno per passare in rassegna i killer che abbiamo
introdotto noi stessi: cosmetici imbottiti di sostanze chimiche
micidiali, come gli ftalati nel comunissimo shampoo. Non si salvano
gli oggetti New Age che associamo a un benessere zen: “Via le
candele aromatiche - ordina Waletzke - tutto ciò che esala fumo
avvelena, non importa quanto sia profumato”.
Per 375 dollari la sua prima visita all’appartamento dura tre ore.
Si conclude con una diagnosi accurata, otto cartelle in formato
Word allegato a una email, incluso un elenco di prescrizioni. “Il
mio obiettivo - spiega il biologo della casa - è identificare
tutti gli elementi fisici ad alto potenziale stressante, gli
alimenti contaminati, le plastiche cancerogene, i detergenti
tossici. Voi non potete controllare l’inquinamento del pianeta che
vi aggredisce appena uscite là fuori. Almeno fra le mura di casa,
avete la scelta”. Per esempio ridipingere tutte le pareti con la
vernice al carbonio, color nero lucido, che assorbe fino al 97%
delle onde elettromagnetiche. Un’alternativa meno costosa: coprire
i muri con carta da parati in canapa naturale. Per l’acqua, sono
d’obbligo i filtri (Oliver Stone ha un consulente specifico solo
per questo, il “biologo delle acque di casa”, che fattura 1.000
dollari a intervento). Ci sono anche i rimedi “poveri”, alla
portata di tutti, come le finestre aperte.
Una vera e propria panacea è riscoprire l’uso che facevano le
nostre nonne dell’aceto: detergente quasi universale, senza
controindicazioni. Salvo l’odore che non è proprio Chanel N.5. Il
biologo della casa comunque non vuole aggiungervi altro stress: “Al
termine del checkup di casa vostra - dice Waletzke - indico una
serie di interventi facoltativi, in ordine decrescente di urgenza.
Bisogna avere una gerarchia di priorità anche nelle angoscie”.








